Oh, se voi foste del mio essere. Tramuterebbe il buio

«Un poco e non mi vedrete più; un poco ancora e mi vedrete.» (Gv 16, 16)

Oh, se voi foste del mio essere. Tramuterebbe il buio, che anela stringere le anime vostre celate, malintese, in particole d’innocenza rinnovata. Eppure mi avete con me, come io vi ho in voi. In me perché avete creduto e per questo atto di fede il Padre mio si è rivelato a voi. In voi perché io vi ho chiamati, e mi avete seguito così come doveva accadere affinché siate mandati per portare quel frutto che dalla vigna mai sarà stralciato. Oh, se voi foste del mio essere. Vedreste il cielo con occhi di cieli, aperti e vigili come una spalancata vigilia dei cuori nell’amplesso definitivo e amato dal pensiero. Un poco ancora mi vedrete e non più ancora un poco. Quello che ho da fare lo capirete dopo, quando sarò tornato lì, donde sono venuto. So che per voi questo linguaggio non è comprensibile. Aprirò la vostra mente all’intelligenza delle Scritture, il vostro cuore, e comprenderete che solo quando sarò unito in una sola persona al Padre mio potrete ricevere il Paraclito, ossia Colui che vi guiderà alla verità tutta intera. Osservate i miei comandamenti e siate uomini dell’attesa e della speranza, della fede, della carità. Vi darò sapienza, le vostre lingue foreranno la dura cervice di coloro che più di voi si professano fedeli alla legge e con le loro opere, invece, chiudono le porte della vera conoscenza, della pace, della letizia, del cielo, a chi davvero lo merita e ne abbisogna. Abbiate soltanto la pazienza nel timore del Padre mio, del quale avete conosciuto il volto. E queste opere che io faccio saranno un solo poco, poiché nell’altro poco ci ritroveremo.

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