Io proseguo, ti canto, giubilano le mie ossa

È così lieve il tuo passo
quando a notte tutto tace
e il mio respiro, ancora indenne,
riposa nel tuo cuore.

Anche se il mondo è sordo
al richiamo della tua giustizia
io ascolto la tua carezza
come fosse una voce che mi consola.

Stretto da coloro che mi circondano
e che si definiscono miei nemici
per l’amore che, innato, per te nutro
nulla temo, il mio piede non vacilla.

E per loro non ho chiesto che perdono
ricordando i tuoi precetti, la tua alleanza,
poiché nel giorno della colpa
nella correzione non mi hai condannato.

Sedevamo, eppure, alla medesima mensa,
nel loro pianto coltivavo la stessa disperazione
così come la loro gioia era la mia esultanza,
ed ecco: sono diventato per essi un avversario.

Hanno, più volte, oltraggiato i miei sentimenti
e, a causa del tuo Nome e del Vangelo,
sono diventato per loro motivo di scandalo,
uomo che non altro merita che una morte infame.

Ma io proseguo, ti canto, giubilano le mie ossa,
il mio sangue batte con le mie mani vita, forte,
al pari di un fiume in piena che si abbandona al cielo
come un figlio vuole nella volontà del Padre.

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