Beato l’uomo

Estraniato dall’accadimento quotidiano,
dal sentiero insonne che non io,
non io ho scavato,
disteso nei letti dei fiumi di miele e di aloè
ristoro trovo ed un riparo
lontano dall’antico frastuono del mondo
e dal riso e dal pianto di chi mi ha generato.
I miei giorni fioriscono,
crescono i miei anni e l’età mi è compagna,
così come mia confidente e amica è la tua parola,
luce ai miei passi che ti cercano miti
percorrendo, attraverso le pulsazioni dei cuori,
le tue vette innamorate, le più ardue.
Sì. Mia sposa è la verità,
incarnazione di quel bacio che ho da sempre amato
e che in suo principio mi ha concepito
prim’ancora che incontrassi vita
nel seno acerbo di mia madre.
Così, come una tenera cerva
che danza senza tracce, lasciandosi sedurre
nel giogo puro dei battesimi dell’acqua,
mi abbandono al tuo volere, alla tua presenza,
consapevole che se la mia bocca
proclamerà il nostro amore, se le mie mani
apprenderanno l’arte di poetarti con cembali ed arpe,
ancor di più mi custodirai nelle tue stanze regali.
Vergine, io, partoriente della rinnovata parola,
eleggerò lo Spirito del Figlio all’eterno banchetto del Padre.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Precedenti articoli

Oltre non chiedere a chi l’elusione violenta conduce

Oltre non chiedere a chi l’elusione violenta conduce. In balìa della stagione, il vento suo, è la tempesta in fasce…

L’infanzia, talvolta

L’infanzia, talvolta, prevede un solo istante: essere.

Eccezione

Povero quell’uomo che possiede la violenza negli occhi e che la subisce. Io vi dico che ha già ricevuto la…

Gioia. Quale e quanta quando avanzasti nell’anima mia

Gioia. Quale e quanta quando avanzasti nell’anima mia, finanche nella mia carne, senza crear scompenso invano. Già, io che da…