Mi hai conservato come pupilla dell’aurora

Io, in quanto uomo,
non posso elevarmi dei tuoi cieli
al rituale ampio,
i miei canti voltare alla terra
lasciando che in petto a questa voce
v’accada il concerto della passione mia
con quella dei tuoi angeli.
Liberarmi vorrai
da corpo caduco e misero
che l’anima vela
in questo osseo, carneo sepolcro?
Sono a chiedere, forse,
ciò che a me non spetta,
quel che mai vedranno
questi miei provati occhi
poiché l’impurità m’assale
e vagabondo nei miei peccati
senza conoscerne sosta?
Oh quanto mi pesa
questa loro lercia forza,
una mestizia, una peste
che divora le mie ossa
poiché, ecco, ad ogni risveglio
già si consuma il mio spirito.
Ma tu, tu che manifesti compassione
per i tuoi figli, scrutando il mio cuore
mi hai conservato come pupilla dell’aurora
e so che la tua luce, Padre mio, per sempre
scalderà il mio nome nel Libro della Vita.

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