A sfavore dell’ipnagogico indotto

Del nulla, l’idea
graffiata con ardore selvaggio
dal pensiero, sottomesso
all’asfissia gravitazionale
conseguita da una qualche
logica dell’intuito e del piacevole,
ne siamo la realtà schiantata
nella simulazione di ciò che
mai renderà diluibile
il pianto del vero momento
nell’appiattito slancio sformante
della dimensione immaginaria l’orlo
a sfavore dell’ipnagogico indotto
che deputa ogni ornamento
carnivoro, arbitrario, palesato
con l’immemore morbo plenario
dell’accasciata lontananza
per l’intorbidamento definitivo
dell’uomo,
questo vicendevole dubbio
anestetizzato nell’aureola
della meraviglia, sempre meno
orbitante in quella capsula
ben proiettata verso
la spirale multipla della parola
che, spargendosi nel trascorso fiato,
libererebbe l’essere all’estasi
nella compiutezza della sua stessa visione.

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