Sul nord dell’anima

E così ti contemplai per domani. L’incontestabile.
Nessun istante abbandonato, allo stesso modo del respiro, quando, nel fragore della presenza, il pensiero vasto e teso verso la vetta della tua vicinanza fu, per ragioni che mi esclusero dalla fame delle passioni e dall’indurimento del cuore, non indagabili da intelletto umano, con raffinata delicatezza circonciso per l’indiscussa volontà che lo rese nuovo al suo immenso sentire, nell’ammonita voluttà dei sensi tutti, del pensarsi stesso e altro, in un io medesimo e postumo da non anteporre in alcuna modalità al generante attimo che sulla percussione dei tempi condivisi anelò al fiume sigillato che sul nord dell’anima straripò d’immanenza.

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