Oh, fiore che ti fai carne! Cielo, che in me ti desti

(Mt 16, 24-28; Ap 12, 1-5)

Oh, lacrime in fiamme!
La mia vita s’è sparsa d’aria e sale, sale, quanto più il vento m’alita in petto. Quale maggior vantaggio perdere me stesso per bussare alla tua porta ed essere attraversato dalla tua Stella in volto?
Oh, vigilia del mandorlo!
Non più straniero, non più del mondo, non ancora segno di manifestazione, io vidi quei suoi piccoli soli accendersi e bevvi, bissato da una tale luce che mi trascese nella gota della mia stessa trascendenza.
Oh, fiore che ti fai carne! Cielo, che in me ti ridesti.

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