L’ora tramortirà nell’inatteso

L’ora tramortirà nell’inatteso.
Sarà breve, quanto di un asino il lamento,
il soppresso diritto al pianto,
e coinvolgerà ogni creatura asservita da sempre
al tempo, al tuono, al lampo.
L’ignominia coprirà,
come nebbia storpiata dal frastuono delle acque,
ogni genere di lerciume dell’umana valle
e il volto dei suoi abitanti, nella quasi totalità.
Le genti non avranno modo di rimediare
né di trovare riparo lontano dai loro pensieri,
dalle loro intime sciagure.
Allora la terra si scioglierà come nera grandine,
grande quanto l’inobbedienza superba,
e i suoi chicchi misureranno la giustizia
senza lasciare incompiuto alcun luogo.
Le donne gravide daranno al buio larve,
uomini il cui verme non sarà dimenticato
poiché mai si estinguerà.
I bambini saranno doppiati da corpo e anima
affinché si avveri nel canto dei lattanti
la lode al cielo delle pietre vive,
quelle che sono state per troppi
motivi e cause di scandalo.
Il sole cremerà la luna
che verserà il sangue infuocato di tutti gli innocenti
su ogni generazione risorta per tale pena e per la dannazione.
Il cielo si spalancherà come colpito da un terremoto
e da esso fuoriuscirà una folgore bianca
che farà udire ovunque ci sia un creato
la voce del Figlio dell’uomo.
Sarà un’ora di lutto e di vittoria.
Ogni tralcio verrà strappato,
ogni vite coltiverà la sete dei puri, dei miti,
dei docili, dei beati.
Il vento, con la sua devastatrice potenza,
umilierà ogni vessillo
prima di cancellare le tracce degli assassini,
degli idolatri, degli adulteri, degli indovini,
dei ladri, e di coloro tutti che hanno sovvertito l’amore
nei suoi comandamenti chiudendo
le porte della fede ai popoli di ogni nazione.
I persecutori saranno perseguitati
dal loro padre acquisito, la bestia,
colei che cadrà nella sua fornace eterna
al pari dell’accusatore dei giusti.
Il male sarà cancellato nel suo nome,
il suo ricordo non avrà mai più né sostanza né luogo.
Ecco, i popoli che ascolteranno
la parola del Signore, nel suo Nome,
non cadranno in quella battaglia, l’ultima,
la spaventosa, l’inaudita.
Quelli che non vorranno udirla
saranno condannati dalle loro stesse orecchie,
dalla loro bocca, dai loro occhi e dalle loro infamie.
Come pecore e sciacalli, come agnelli ed avvoltoi,
sarete radunati sui prati della verità.
Il Pastore darà la sua mercede ai suoi amati,
lacci e fionde colpiranno il resto dal cacciatore.
Il tempo mi è testimone. L’ora tramortirà nell’inatteso.

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