Le tre porte, i tre regni e le tre stagioni

Il silenzio, questa lesione soave, antropomorfica, e che purtroppo tutti sdegnano, sconsacrano, ripudiano, neanche fossero la ideazione del tacito dentro. Ebbene la espello. Io sono l’emanato dall’anelito a due bocche cucite all’interno da quella bolla di vergine rugiada che lascia esalare l’inspirato a favore della epifania animata dalla carne e dal sangue per la rigenerazione costante dei verbi nel mio verbo. Ecco. V’è una via. Ed è la verità. La vita. Io metto in mezzo alla via tre porte, nella verità tre regni, nella vita tre stagioni. Chi passerà in mezzo alle tre porte, cercando per i tre regni, vivendo le tre stagioni, ditemi? Oh ribelli, idolatri, volgari, che lasciate intendere pane per oro e mescolate l’oro nel pane, ecco che non la manna manderò sui miei orfani per fame, per sete di quella parola negata o stravolta dalla vostra condotta dal potere eutanasico, ma l’azzimo che renderà puri i loro padri.

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