L’Assunzione

«Nel cielo apparve poi un segno grandioso: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle.» (Ap 12, 1)


È il momento di ricordare il giusto mestiere della tenerezza, il giglio che smuove l’esistenza del mattino immenso mai consunto da nessun altero potere, chiarità che potremmo ben definire supremazia della bellezza e del creato, la fertile domenica.
E non v’è traccia di congedo sentimentale dentro i celesti margini dilatati nei corpi non solo astrali dello spazio che, a fuoco alto e ventilato, ripopolano l’indefinibile stagione della libertà con l’assunzione del frutto immacolato e placido che compie in una dedica luminosa e piena la parabola della vita.

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