La Monade si donerà al sé in sé per sé

Affinché i popoli siano nutriti tutti al seno della pace
dovrà, quello stesso seno, essere coperto, nuovo,
dall’ombra del potente, l’Altissimo,
e difeso, come mai era accaduto, dai suoi principati,
troni e dominazioni tutte.
Come, infatti, fu stabilito da principio,
quando non altro esistevano che milizie angeliche
e la perdizione si venne a manifestare nei cieli
per opera della sete di invidia, avidità e orgoglio,
sarà collocato il vessillo della verità
sulla concordia del perfetto fenomeno.
In quel tempo, quando sarà ricostituita l’origine
e l’armonia si riappacificherà con le sfere,
di una Luce, apparsa nel creato come creazione dello stesso
e successivamente immolata per illuminare gli uomini,
avverrà l’ultima Epifania nell’Epifania della stessa.
Eccolo il sigillo che sarà compenetrato
da una dimensione sconosciuta
nel seno dell’Altissimo, ove l’incarnato Verbo
ricondurrà a sé mondi e principio.
Alta si erigerà la Città Santa, la Celeste,
la promessa lavata col sangue degli eletti,
e dei cieli nei cieli non resterà che l’Assoluto
per l’affermazione definitiva dell’Essere.
La Monade si donerà al sé in sé per sé
lasciando a tutti i figli della Promessa
la contemplazione eterna dell’amore nella gioia.

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