Egli ha fatto di me la sua città fortificata

Afosa e snella. Così l’anima mia quest’oggi si presenta in egli. Tutta penetrata dal rigoglioso e dal fruttato, sulle sponde interne di quell’acqua viva, ricurva, zampillante, ella non teme il furore delle tenebre, del dardo che a tradimento vola nella ostile notte. E questo accade perché si è concessa al suo sposo, al suo amato, sommessa e integra, per compiacergli in ogni suo accadimento che all’essere esteriore sfugge, e nulla di inquieto le permane. A quale tormento sfuggire, l’orribile che la mente troppo spesso acclara, perché temerli se sono seduta alla sua mensa non come commensale bensì come compagna e amata, convivendo in quella luce, nel bacio del suo amplesso che in tutto mi rinnova? Ecco. Egli ha fatto di me la sua splendida dimora e al tempo la sua città fortificata.

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