E agnello, e pastore

«Il Signore è il mio pastore:
non manco di nulla;»

(Salmi 23, 1)

Di nulla manco.
Ho una vita: che farmene?
Sono il pascolo del mio padrone,
ove l’arbusto è in piena
e maturo il fiume non mi sconvolge.

Di quella quiete che mangio
con selvatico ardore, e nelle valli
e tra le pungenti viole,
sono il suo stesso sentire,
il transumante procedere delle stagioni.

E lo snudato braccio che mi precede
mi reca sul monte più alto,
anteposto alla promessa e al riposo,
per immolarmi, tra spirito e vita,
ovunque io sono: e agnello, e pastore.

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