Ad ogni Aurora

Sull’acme abbondante delle mutazioni parossistiche
un bagliore antropologico
sferzante la logica del vero:
è il tempo,
in quel suo ermeneutico dinamismo quantico
fomentato dalla casualità dell’inadatto e dell’atteso
che, per ogni assoluto istante,
indottrina l’immoto dell’altrove
nelle sue preludianti, arcaiche gradualità,
per la profusa manifestazione della volontà genetica
in auge alla particella elementare dell’inconoscibile tutto
ingenerato dall’interminabilità radioattiva dell’atomo.

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