La musica lascerà spazi di parole a quell’amore

(Ap 21, 1-5)

Chi si manifesterà dietro l’orizzonte delle nostre parole e quale pensiero esso effonderà per incarnare nel seno dell’aurora l’alfabeto compiuto della temuta salvezza? Il nostro silenzio si trasmuterà in un andare. Il nostro pensiero si tradurrà forse in un ritorno? Che tutte le stagioni passate diverranno come cose vecchie, chi lo invererà tutto questo? E le cose nuove, promesse da chi ha posto l’essere in essere alle stagioni, quali orizzonti succederanno? No. Non avranno più mare i nostri occhi, non conosceranno più lutti le tenebre. Saremo pronti come una sposa che ascolta farsi sempre più vicino il canto dell’amato quando, a cielo a cielo, la musica lascerà spazi di parole a quell’amore che c’incarnerà nell’Uno.

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