Il mio tempo mai m’è davanti

Il mio tempo mai m’è davanti.
Eppure la domenica in me si esalta non accanto ma dentro, non ha bisogno di elevazione alcuna poiché lo spazio di cui si disseta non è che un regno nel quale tutto mi appartiene, e al tempo tutto mi è sempre nuovo. Soltanto l’amore che nutro, mai mutevole per essa, resta saldo come fondamenta che mi donano, tra l’altro, quella tenerezza e quella certezza come solo l’amata può recare all’essere. O vampa che in me ti desti come se io fossi scolpito dai lampi, primato eccelso reso luce dalla tua prodezza perenne, dimmi: in questo luogo che mi dà pace grazie al canto profuso nell’anima mia dai tuoi angeli, sono forse io l’amplesso che vive il moto mai equo di questo cuore che alla purezza anela per raggiungersi dentro e trovarti nel mio accanto? Ecco. In quei momenti si compie la domenica che ama esaltarsi per chi magnificandola accoglie la sua giusta, potente generazione e non si meraviglia della prosecuzione di un’alba che l’intelletto libera per il suo canto.

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