Voi comprendeste del dubbio la voce

Voi comprendeste del dubbio
la voce, il perplesso fugare
divenne in ognuno empietà.
Ma quando il dolore
tocca la misera non solo altrui
ecco allora vibrare le corde
dell’assenza nel cuore,
quello stesso organo che
ad ogni momento reca linfa,
vita e soffio ad ogni creatura.
Così affibbiaste il vostro delitto
sulle spalle altrui che si piegarono,
per tanta violenza, per tal disonore,
dinanzi al volto che pace recò
a quelle anime patite nell’innocenza
e che ai piedi dell’unica verità
la loro solida fiducia, esse, riposero.
Quanta consolazione donata
per tanta crudeltà subita,
quale ristoro accresciuto
verso tanta oppressione.
La giustizia fece un tributo
a sé stessa rendendo le vostre menti
un’immensa valle sterile,
atrofizzata per tanta desolazione.
Sì. Voi comprendeste del dubbio
la voce, ma il suo perplesso fugare
alimentò, in ognuno, un aberrante dolore.

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