Vigilanti
Dirò di ciò che mi rese uomo, dei ventagli arcuati del corpo che va’ violando il solco greve col suo passo, per le nude litanie dei tuoi innumerevoli sorrisi che mi liberarono dal sangue.
Voce del tuo nome, per eternarci mi compi nella tua parola.
Tremolare. Adagio! E con quali bagliori?
Di unigenite pupille vigilanti, nei tre turni di veglia – vigilanti, quando a scavare i mari gemelli sono le torri di avorio e le greggi immacolate tra le meravigliose distese di grappoli di uva vivente, tra gli spumeggianti campi di preziosi melagrani.
Per questa carne, i legacci dei secoli annoderemo, sino a stendere i nostri baci, sospesi tra i più grandi luminari del cielo: saranno le lenzuola del nostro paese, l’intimità profusa nella nostra casa, quando entreremo ed usciremo dalla terra senza più alcun peso a supporto, accoglienti più del seno della morte, e forti, terribilmente forti e vittoriosi come lo è la tenda dell’alleanza.
(14/07/2026)