Venne un essere simile all’intera stirpe dell’uomo

Accadde anche a me,
tra i limitari scomodi a pendio
nelle armoniose carcasse
sottaciute dai veleni del mare,
di ritrovarmi appiattito alla vista
e offeso fino all’inverno della carne.
Venne, allora, un essere
simile all’intera stirpe dell’uomo, ed ecco.
La sua luce sorprese la mia pelle,
il solo suo pensare si affermò
nelle fiamme del mio rigenerato sguardo
e la sua voce ricompose fitte labbra,
quel passaggio entro il quale,
nell’oggi trapassato all’ieri,
purificato nei flussi aerei
e gettate le mie orme in altro mare,
compio la sua ennesima parabola
terminando la mia nascita.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Precedenti articoli

Tra i banchetti ultimi della terra

Sfigurato dal contesto umano donde con esatta scienza posso addurre che da lì, ad abiurate nazioni che impongono popolo ai…

Ecco compiersi in divenire il verbo

Affinché vi sia noto. Poiché in quanto alla misura non è più il valore dell’azione né il bisogno che nutre…

Nell’urna spalancata dai cieli dei miei fenomeni

Vivo sepolto nel sorriso degli angeli e, a convissuto etere, la mia provvisorietà si eleva in te, regno che tutto…

Al silenzio coniugato

Fervo. Di quest’ora immota è l’infinità che brilla sul pentagramma dell’uomo al silenzio coniugato.