Vana vi parrà quest’avara pioggia di noia

Vana vi parrà
quest’avara pioggia di noia,
lume che bolle in chissà quale gola,
sostenuta da un’esercitazione
d’insorte colombe, di falsi naufragi,

così come futilmente
arderà sul cammino di tanti,
pietre smorte senza più vincastro,
la rigogliosa fioritura delle certezze
di nessuna speranza, calpestate di sabbia.

Anche se l’occorrenza
non vi sarà maligna né vi scuoterà il capo,
notte infedele che morderà il proprio calcagno,
addormenterete il transeunte secolo
vittima solo del vivere, del vostro essere astratto.

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