Un segno per questa generazione




Nel venticinquesimo giorno del mese, il nono mese, nel ventiseiesimo anno della duemillesima età, la mano del Signore è scesa su di me. Egli mi ha fatto intendere una parola, una parola che incontra la vita con la sua immensa benedizione. Una benedizione, oggi, priva di prole, eppure destinata a discendere su tutta la schiatta di Abramo.

Il leone avanza, ruggisce: chi scamperà?

Corrono quattro cavalli per recarne il messaggio: chi non lo udrà?

Così dice il Signore:

A questa generazione le è dato di attendere. Chi si riconosce tra essa come gente ottusa e ribelle, incapace di esprimersi, a tempo debito otterrà la sua giusta mercede. Tuttavia c’è anche una parola. Ci sarà un segno. Un segno che opprimerà chi si crede al di sopra della gente ottusa, incapace di esprimersi e ribelle. Non verrà da mani d’uomo e si compirà non alla fine del giorno, tantomeno quando cessano di svolgere il loro compito le tenebre. Non ad oriente, né ad occidente. Suonate la marcia, lenta. Chi è preposto al pianto prepari anche il lamento. Ecco. Viene il momento, ed è questo, in cui ci si eserciterà non per la pace, né per la guerra. Ci si unirà per il giuramento. Sì, perché ci sarà lutto. Un grave lutto colpirà come un’esecrazione abbondante ciò che già è considerato abominevole e desolante. Tu, dunque, non cercare la consolazione, non fuggire lontano dalla sentenza che ti viene incontro come leone ruggente e che corre, che corre, che corre. Tieniti pure stretto al tuo albero maestro. Accadrà come quando sorge un vento non prevedibile, che tutto investe, e che fa sorgere acque lì, dove non sono le acque, per squarciarle e sterminarle, poi, con inumana potenza. È dato di attendere. Eppure, questa parola è incisa con stilo di bronzo e punta di diamante; col sangue di questo decennio è stata inflitta lì, dove si ara la pace: ma la pace non è. Sì. Una sentenza immutabile è decretata. Oggi avverrà che la parola si allontanerà definitivamente dalla tua bocca, una parola piena di te, o abitante della terra. E sarà un segno per questa generazione, alla quale le è dato di attendere.

Oracolo del Signore.


(25/09/2026)