Tu spargi fiori abbrividendo mondi

E nei tuoi occhi ci scavalca così – premurosa,
meglio forse non pensarla – l’idea dei nostri anni,
che lungo le bollenti pause dell’estate
la solitaria corsa di quella sbalordente parola
rende forma, allinea i tratti, vuota la sostanza.

Oh! Vittoria. Tu spargi fiori abbrividendo mondi.
Cosa farà mai collimare le prospettive delle creature,
lasciando illesi al vento queste bocche di cristallo,
se non quel profumo antico che già ti canta – premuroso,
trascorso buio – nel suo bacio fioccato solo per baciarlo?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Precedenti articoli

Il riverbero del verbo

Dell’interiore balbuzie della coscienza d’amare noi siamo partecipi e custodi. Infatti, se le viscere della conoscenza talvolta si contorcono per…

Poiché stillarono fango con le palpebre al cielo

Aprirò la mia bocca in parabole, proclamerò cose nascoste fin dalla fondazione del mondo. (Mt 13, 35) Egli disse: «Va'…

Dispersi come una nidiata di fragili conferme

«Allora Gesù disse loro: “Voi tutti vi scandalizzerete per causa mia in questa notte. Sta scritto infatti: Percuoterò il pastore…

Ciò che d’infinito migrante scompensa l’essere

Mano d’uomo potrebbe tratteggiare meglio ciò che d’infinito migrante scompensa l’essere, in simbologia di sette nuove piaghe, nel cervello della…