Trasfigurato nel disgusto d’esser uomo

Vivo nella marginalità dell’essere, specie che non per natura ma per decadenza dei valori e della psiche null’altro fa che da se stessa sfuggire, costretto dalla coscienza e dalla volontà a prendere atto di quanta criminalità e di quanta perversione è stata dotata questa enorme massa che calpesta, scettica, i suoi miliardi e miliardi di passi quotidiani nella sua storia, nella sua scienza, nella sua lingua madre, nella sua geografia e che, filosofeggiando con ogni sua derivata potenza, non soltanto atomica, dissimile ad ogni creatura vivente, ha per lingua la morte del cuore. E così, oggi, vado urinando nel mio pianto mancato, pienamente trasfigurato nel disgusto d’esser uomo.

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