Tranquillità, che più della quiete la coscienza scuoti

Tranquillità, che più della quiete la coscienza scuoti di chi in te giace, clamorosa presenza, quando il corpo annotta, di un anelito che l’uomo pasce bruciando già nel puro, come non annettere la bellezza lubrificata dalla più intima conoscenza? E fluttua l’anima, come un’elevata onda che non s’arrende, gravitando in sé senza crollare mai. Esattamente pari al cielo.

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