Tra svariate e aritmiche focalizzazioni calibrate al collasso

In agguato la fuga. Di quante fughe fu il frutto che combacia, ora nell’ora, con la più svilita delle metamorfosi? E tutto muta, musica che dorme prima dell’accenno, del confitto respiro, scoprendo l’uomo come vero afflusso di una sembianza teoretica, spenta corrente che ritrova il suo inciampo nel dormiveglia di ciò che non si culla e che, tuttavia, tutto sostiene. È questo il dramma? Anatomia del rigurgito dell’istante che indenne disseziona, tra svariate e aritmiche focalizzazioni calibrate al collasso, la fine degli atti.

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