Tra sgretolato e profondo

Spazio, il tuo,
affinché non urti
col viso improprio
di chi teme la notte,
scaccialo, ribelle,
dall’afferrare onirico
che strema i suoi fianchi,
eresia dell’infausto, morte,
poiché non appartiene
tal giogo, quel propagare
di luci da orfani occhi
che innocenti affannano,
tra sgretolato e profondo,
da una medesima lotta
rincorsi.

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