Tra macerie di carne sformate in virgulto e primizia

Questo sguardo invecchiato
così presto e sospeso nel silenzio,
in un cupo e freddo spazio
che l’armatura sua più non stringe
né protegge dal male sempre
odierno è la materializzata
essenza dei ricordi su cui
passano i pensieri superstiti
lasciando un’apparente memoria,
uno stralcio di realtà che
solitaria affligge il fiore
che, teso nella mano più svelta,
schiaffeggia il tremore dalla
improvvisa gioia coinvolta
di chi, ad occhi bollenti, serrati,
di tutti se ne ride, tra macerie di carne
sformate in virgulto e primizia,
e con quel suo sorriso appena
scosso e non più rettificabile.
Neppure dalla morte.

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