Tra i sentieri degli olocausti e delle favole

Cuori, a quali strettezze,
cuori abbacinati di struscio alle ignominie delle ragioni,
imperversano i reflussi sentimentali, succhi della materia,
nelle apostasie delle mimetiche farse
proposte da sembianze di fatalità
incentivate dai nessi di seriali,
quotidiane discrepanze apologetiche fomentate dall’uomo?
Osservare, tanto non resta,
all’orecchio che mai dorme, alla bocca che mai trema,
a quell’occhio che giace tra la fossa del mondo ed il silenzio,
pur di lacrimare vita tra i sentieri degli olocausti e delle favole.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Precedenti articoli

Il riverbero del verbo

Dell’interiore balbuzie della coscienza d’amare noi siamo partecipi e custodi. Infatti, se le viscere della conoscenza talvolta si contorcono per…

Poiché stillarono fango con le palpebre al cielo

Aprirò la mia bocca in parabole, proclamerò cose nascoste fin dalla fondazione del mondo. (Mt 13, 35) Egli disse: «Va'…

Dispersi come una nidiata di fragili conferme

«Allora Gesù disse loro: “Voi tutti vi scandalizzerete per causa mia in questa notte. Sta scritto infatti: Percuoterò il pastore…

Ciò che d’infinito migrante scompensa l’essere

Mano d’uomo potrebbe tratteggiare meglio ciò che d’infinito migrante scompensa l’essere, in simbologia di sette nuove piaghe, nel cervello della…