Tra i glicini magri

È un giorno che non ha pretese quello in cui la prematura sera lo stivale indossa, quasi a prevedere l’ennesimo schiaffo della natura tra i boschetti dei guardiani superati anche dal sonno dei loro anni miserabili, senza terre e senza mari. Il canto improvvisato dei volatili è sempre più imbarazzante per chi, ad attento costato, ben sa quel che gesto d’amore così estraneo, impersonale, si tradurrà in una tragedia silente, soffiata tra i glicini magri nell’ora fiorita del nostro naufragio.

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