Tra i banchetti ultimi della terra

Sfigurato dal contesto umano
donde con esatta scienza
posso addurre che da lì,
ad abiurate nazioni
che impongono popolo ai popoli,
da quella superba realtà,
puranche per incomprensibile volere
e allontanato dai miserabili affanni,
io sono e non provengo;
ecco nel momentaneo viaggio
di esilio in carne, più che in tempi,
purificarmi alla verità
trasceso in una provvida creatura
la quale, all’essere che mi dimora,
non altro dona che il dolore della pace
adagiato nella pace del dolore
per la prefigurazione già consunta
di una generazione che all’altra dice:
vieni, nel suo sì, verrò presto,
proprio come un’adorna sposa
ormai pronta per il suo sposo
nel definitivo matrimonio del cielo
tra i banchetti ultimi della terra.

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