Talvolta divengo il paese di sconosciuti esistere

Abito dimensioni delle quali sei il nervo che mi scuote, come i duplici pensieri che tendono alla nostra unione, alla primula bianca della medesima genesi. Così talvolta, creato a immagine dell’essere, divengo il paese di sconosciuti esistere ove lo scambio della percezione proviene dall’involuzione delle tenebre per intellettive volontà dominatrici. Ed è lo scopo che m’impone il mio vero cibo ad introiettare, nei fiumi del successivo e del suo moto di là trascorso, la natura del presagio, foce ormai matura nelle acque dei tuoi abbracci.

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