Sulla Sapienza

Hai dispiegato i cieli come carne, per la tua pupilla, carne scesa sulla terra. Gocciata dall’alto, ha cercato dimora nei cuori più fecondi, e ivi ha costruito la sua città, la fortificata, e tra le sue sette colonne si è assisa nella stanza regale, la più profonda, come nobile triclinio per il suo amato amore, per il suo sposo. Quanti la desiderano, se si avvicineranno a lei con sentimenti e animo puro, non tarderanno nel conquistarla. Ella, infatti, ama i figli dell’uomo più di quanto l’uomo possa amare i suoi figli e, in tutta quiete, lì va allattando al suo casto seno con immortale alimento, cibo spirituale tanto prezioso quanto tanto preziosa è la stessa vita. Ella si fa cercare e si fa trovare. Chi bussa alla sua porta non resterà confuso, perché lei, che saggia i cuori di ognuno, aprirà prim’ancora che quei cuori producano rumori. Chi le farà domanda, otterrà risposta. Certamente in lei convivono gioie di certezze nelle promesse di ogni felicità. La sua presenza è scudo e rifugio in chi confida in lei. Il suo sapore non lo si può paragonare con alcun sapore terreno, tanto immacolato e celeste è il suo palato. I suoi baci possono sbocciare ovunque, perfino dalla roccia. Come un narciso, ella si eleva, si protende verso le altezze innominabili, e porta con sé il cuore dei suoi figli, inebriati da conoscenza, bellezza e amore. Forti e coraggiosi diventano coloro i quali decidono, per ella, il viaggio santo, e giustizia e pace si incarneranno, a stabilito tempo, per tali creature. È cresciuta come una quercia frondosa all’ombra della quale vanno decidendosi i destini di ogni uomo. Bella, come una palma matura e rigogliosa, in lei si stendono, si espandono e si compiono, i fenomeni, gli elementi, e tutta la natura. Chi porta il suo giogo nella mattinata del suo petto, nella purezza del suo animo, conquisterà il più grande tesoro in terra e possederà il più alto valore nei cieli: ella vuole che i suoi figli vivano in eterno, e nel regno che l’Altissimo ha riservato per essi. Infatti, lieve è il suo peso ma infinito il suo amore. Chi ha fame e sete di vita, ascolti adesso il suo cuore. In quiete, in tutta quiete, lontano dalle agitazioni dei sensi e dalle passioni degli uomini, non distante da sé ponga le sue labbra spirituali sul suo seno casto e glorioso. E come creatura appena svezzata tra i canti innamorati di una madre, ne conoscerà dell’amore il volto, del Vivente la persona, e scoprirà di essere quella pupilla tanto desiderata, voluta, in cieli dispiegati, alla cui destra porrà il capo, con tutto il suo corpo, poiché alla sua presenza vi è il Principio e la Fine, interminabile tenerezza alla sua presenza.


(08/10/2026)