Sulla mutazione e sulla metamorfosi

Tutto ciò ch’è estinto è anticipato dalla mutazione.
Dunque, siamo figli della metamorfosi.

La mutazione avviene, non accade.

Accade che la metamorfosi resti al suo stato archetipico.
Essa, nulla evolvendo, reciprocamente alla membrana del tempo accade nelle stesure dei movimenti e dello spazio.

Se la mutazione restasse nel suo primigenio asse la creazione tutta non avrebbe luogo, né storia. Dottrina sostenuta dal principio dell’immutabile.

Oh, mutamorfosi! Eccezione che disconosci ogni degenerata condizione dell’espanso e che accudisci del silenzio il pianto.

Quando l’attitudine al nuovo di un essere è supportata da una condizione di leggerezza diffusa ha luogo la connessione di una metazione in forma d’assoluto.

Come lo sposalizio di più specie può essere determinato e stabilito dagli elementi vettoriali che tutto dominano in umana natura e che niente trasferiscono al caso, non così è per la metamorfosi e la mutazione. Essi, bissando qualsiasi forma di potere logico, anche il più sconosciuto nei sistemi planetari, creano il loro raggio di trascendenza sospensiva nella formulazione della loro fenomenologia nascente poco prima di stabilizzare uno spazio-tempo eclissato al neutrale.

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