Spazio atipico

Marzo. Segnali di silenzio e prove.
L’Italia è quasi ferma nel suo spazio atipico, come un cane che attende fiducioso il suo padrone, il quale proviene dalla probabilità del ruggito di un secolo successivo, una devastata stazione. Niente potrà svegliare l’uomo dal suo sonno e nulla tornerà simile alla vita, a quel segnale di abbagliata esistenza, quando il mare si tramuterà in una porta visibile solamente all’animale, inconsapevole di aver nuotato nell’immobile sogno, di un mondo parallelo, depredato dalla fuga del vuoto.

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