Sparse maturità di così leggeri ed intimi spazi

Sparse maturità di così leggeri ed intimi spazi,
arpeggio dello spartito intatto e che seduzioni echeggia,
quanta ingenuità colse la sera che ci sopravvisse,
o amore, o profondità dell’estasi che tutto marchia,
fibre d’anima unite al suono, al canto, nostro diapason,
finché tutto ridiventò gioco, affronto al silenzio,
coi nomi che della loro storia sfilacciarono le metamorfosi
sull’altare nel quale stendemmo le lenzuola dei sensi
prima che il nostro cuore brillò nell’abbondanza del verbo.

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