Semplice, fessura ilare che d’improvviso implode

Semplice, fessura ilare
che d’improvviso implode,
la lacrima s’estende su quel viso
che solca i mari delle pause paterne,
azzerando della sete il battito,
rendendo salute all’agonia complice.
Noi, guarda questa tazza che
di salato contiene il riso
sguaiato dei miseri, dei poveri,
cosa sapremmo salpare
se la nostra di lacrima è prostituta
d’un decadente avvenire
dall’intelaiatura a forbice,
noi, guardami negli avanzi
d’immaturi anni, questi,
cosa potremmo meglio fare
per non intirizzire il cuore?

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