Se tardiamo nel giorno che già muore

Di quale lamento umiliarsi,
uomini, se tardiamo nel
giorno che già muore,
oscuramente al mondo
ignoti, e rasi
come una zolla di terra
sorta sotto i giusti piedi
d’un giardino sbagliato?
E chi più di noi,
dal vento sparpagliati
da oriente ad occidente,
calpesta il calpestato
tra sudditi e sovrani
per una cerimonia indegna,
perpetua e innaturale?

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