Se sono luce per te

Che temibile gioia
il sapermi con te sempre,
in una veglia
fatta di mani che si cercano
e di pudore,
anche quando all’intorno
non sono che io
e l’oscurità che permea la carne,
la cenere,
vuole competere con chi dentro,
da luoghi non tracciabili
e da tempi non misurabili,
mi presenzia e mi dimora.
Chi tra noi
si è cercato prima dell’altro?
E in quale bacio
abbiamo trasmesso
la parola alla voce e viceversa,
per quanti baci?
So che il tuo amore
è un amore che proviene dal mio
poiché l’essere che mi compenetra
proviene da te.
Se sono luce per te,
albore dei tuoi sconfinati attimi,
lo debbo al seno dell’aurora
dal quale vita ho tratto e nutrimento.
Ecco.
Mi hai chiamato
con quella delicatezza
che appartiene soltanto alla rugiada
ed io mi sono chinato
come neve dal cielo
pur di aprirmi nei tuoi occhi
e che sia io oppure tu a guardare, a sentire,
non importa, no,
perché siamo diventati un’unica gioia.
E non c’è gioia più grande
– regno più compiuto –
che manifestarsi in essa e con essa
per sempre.

(04/09/2023)