Sarai forse tu, frutto pieno del domani

Come dolce il primo sole empie
di luce sovrana lo spopolato viale
intorpidito dal silenzio infantile
così, quasi in un abbraccio solidale,
vanno i mari verso direzioni occulte
e arcani mugghiano l’umano disaccordo
prima di astringerlo in un anomalo
canto mirabile, ombra mai sostenuta
dal giardino anelato finanche dagli angeli.
Sarai forse tu, frutto pieno del domani,
a sollevarci l’anima?

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