Salute a voi, invitati senza biglietto

Noi, gli educati alla bandiera,
sovradosiamo i soprattutto
col così profondo che ci evita.

Voi, gli infiltrati nelle menti,
con lo sguardo posato
in occhi senz’alcun possesso,
guastatori elementari e delle carni,
delle viscere e degli ambienti,
con il bisturi turato della scienza,
col seme imbrattato di sangue
nei sogni putrefatti per l’opera pia
e dai legislatori del globale imbarazzo,
nell’effimero sorriso di chi si appropinqua
alla secrezione della sacra bestemmia
sul filo diretto di vite sgovernate
contro il sempre più ignaro dei popoli,
col così superficiale che vi umilia.

Salute a voi, invitati senza biglietto
perfino nelle nostre mobilie, nei nostri piatti,
nei nostri ospedali, nelle dignità più atroci,
nel pudore ormai spappolato, nell’amore per un figlio,
nei cancri delle nostre metropolitane, delle nostre chiese,
e nelle vigne sante delle nostre case.

È l’uomo, l’essere scartoffia,
che invita alla fin fine
la bestia, o quella tal dei tali
che tutti a stento non contiene.

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