(Salmo Messianico)
Saggia il mio cuore, Dio, e rendilo saldo,
perché è a te che desidero elevarlo.
Tu che scruti ogni pensiero, Signore,
custodiscimi nei tuoi pensieri,
così che io compia il tuo volere.
Chi confida in te, o Altissimo,
non sia mai scandalizzato dalla mia condotta
ma, anzi, da essa ne tragga fiducia e conforto.
Come può un uomo,
il figlio dell’uomo che tu hai reso carne,
saziarsi del mondo, egli che tutto in te vuole essere,
lui che, tua dimora, è opera delle tue mani?
Non la terra, né i suoi più forti poteri
ti rendono canti di lode, di amore, Dio.
Io ti invoco con inni di grazia e di esultanza.
I monti saltellano e le colline danzano,
mentre i mari tacciono da un abisso all’altro.
Hai portato letizia e gaudio nel mio cuore,
il mio cuore del tutto posseduto dal tuo,
e alla tua presenza freme il mondo
con tutto ciò che lo abita.
E io so, so che di me ti compiaci.
Ridurrò al silenzio i perversi e i superbi,
e gli umili e i poveri tornando a te giubileranno.
Signore, dal tuo santo trono,
per i tuoi giusti decreti,
rendi stabile la tua dimora,
frutto delle viscere più immacolate.
Il Signore parla. Ascoltino i popoli tutti, le nazioni.
«Ti ho costituito come mio consacrato,
unto dal mio sacrificio, per il mio nome,
sopra tutte le nazioni,
perché tu ristabilisca il diritto e la giustizia
e affinché i popoli riscoprano la luce,
quella luce che ad essi è stata negata,
e riabbiano la libertà, e la riabbiano con abbondanza.
Ecco.
Io compio questo
perché il cieco riacquisti la vista,
il sordo l’udito e il muto la parola.
Scioglierai catene ai prigionieri
e i morti, per la tua parola ed il tuo soffio,
risorgeranno in me.
Farò sparire dalla faccia della terra l’oppressione;
ogni ingiustizia la condannerò con giusto giudizio
e sterminerò per sempre gli empi
che compiono abomini e stragi sulla terra,
tra il mio popolo.
Avverrà ciò affinché il pianto degli ultimi,
degli orfani, delle vedove,
si muti in gioia e in esultanza.
Ristabilirò la giustizia e il diritto
come ali di colomba che si abbracciano
e i popoli tutti mi renderanno un culto nuovo,
finché mi mostrerò a loro in ciò che io sono per essi:
Padre dei loro padri e padre, di me stesso padre.
Dopo aver subito l’onta delle peggiori umiliazioni,
dopo aver conosciuto
la corruzione del corpo e della cenere,
quando nella polvere ricorderanno
che li ho tratti dalla stessa polvere,
io avrò di nuovo pietà per il resto che mi sono scelto,
per la mia nazione, l’eletta.
Colui che ho inviato trarrà molte pecore al mio ovile,
come un pastore ha cura del gregge che gli è stato affidato,
e attraverso di lui attirerò molti a me.
In quel giorno non vi sarà né lutto né catastrofe,
perché nel nome di mio figlio riscatterò l’esistenza tutta
e ogni popolo, ogni nazione,
verranno al mio santo monte per rendermi gloria e onore.
In quel tempo anche le bestie non taceranno il mio nome
e perfino le pietre dei mari saranno sacre al Signore».
Padre, ti rendo grazie.
Tu ascolti da sempre le preghiere dei tuoi figli,
di chi ti è fedele, di chi ti è accanto. Le esaudisci.
Hai affidato a me il giudizio e il diritto che,
senza mai scontrarsi,
come ali di colomba tra gli uomini si abbracciano.
E la giustizia è tua dimora, opera delle tue mani.
Hai reso forte il Figlio dell’uomo,
il Verbo della Vita
che ha tanto desiderato di scendere sulla terra.
Glielo hai concesso.
Un corpo mi hai preparato, ed ecco.
Io compio il tuo volere,
come nel libro della vita è scritto di me.
Una voce grida al mio cuore: cerca il suo volto.
Nel tuo nome, Padre mio,
sono tutte le creazioni a ricrearsi.
Mostra il tuo volto, Signore,
mostra il tuo volto a chi ti cerca con cuore puro.
Per il tuo nome, Dio, fa grazia a Sion:
dona giustizia alla nazione che ti sei acquistata,
al ceppo che la tua destra ha piantato e reso sacro.
E sia, così, Gerusalemme. E sia, così, la pace.
Hai saggiato il mio cuore, o Dio.
Saldo è il mio cuore, adesso.
E, in te, saldi sono tutti i miei pensieri,
perché mi hai manifestate le tue vie.
Io, tua dimora e opera delle tue mani,
canterò del tuo amore,
del tuo amore edificato in eterno,
per te, Padre mio, che fai partorire i cieli alti
dai quali sgorga, intatta, la tua primizia:
rugiada del tuo Spirito che irrora la terra
e, in te, sorgente unica di salvezza.
(22/05/2025)


