Questi tuoi profondi mari ove lo splendore è di casa

Di ritorno, col mio vecchio berretto a coprire
ciò che sembra rimanere del cielo; e gli occhi,
questi tuoi profondi mari ove lo splendore è di casa.
Lasciami penetrare nei labirinti dei tuoi tramonti
e nella dimora ormai mansueta dei tuoi desideri diafani.

Si espanda il respiro, spazio, e si svuoti d’arcano.

Prima, però, consumiamoci a vicenda.
Io perlustrando cosa può una terra frastagliata dalla vecchiaia,
tu senza lacrime a perdere per coprire le nudità del passato
poiché a queste, come al nostro definitivo distacco,
ci penserà la tua spudoratissima bava.

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