Quando il buio muore e nell’otre del cielo il vino canta

E vorremmo condurre l’abnegazione di un popolo chiamato ad estenuarsi per la novità della giustizia che rinvigorisce le guance tue, vergini pupille carnali, innevate come quando luce splende e grano nasce, fiorisce il melo?
Tu, sorriso dissigillato che la via del mare indichi con potente bellezza e incarnata sapienza e che fra rovi e lame di miele lasci l’uomo che mi veste scendere nel tuo giardino per i più bei passi di amore quando tutto è lieve, rinnovato, sii linfa dentro la mia pelle sguarnita e dissidente al male, bissando l’esaltazione di chi da sempre null’altro desidera che il tuo sorriso, fonte viva di un amplesso che non conosce tregua, come quando il buio muore e nell’otre del cielo il vino canta.

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