Preludiando silenzi

Preludiando silenzi,
per quale di essi
potremmo vantarci
oggi che nulla tace
quando il cielo più non brilla
e la terra è null’altro
che una scomposta maceria
da rattenere nel bilico dell’essere,
quella variabile costante
della medesima esistenza?
E cammino
con austeri passi
nell’odierno vuoto dell’anima mia,
roseto dall’ombra sfiorita
tra pampini ormai maturi
pronti a rinvigorire
lo stupore frastornato, ebbro,
nella cui rugiada
il mio spirito è quasi pronto,
già desto,
per irrobustirsi
come l’acino della vicinanza
ed eguagliare,
proprio in quei silenzi,
la pienezza suprema del giorno.

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