Perfino i cieli tremano

Vorremmo affermare forse l’inascoltato, indi porgerlo presso l’inaudito e revocarne, infine, la sua giustizia sempre più pretesa dai clamori dei falsi partorienti di pacifica sovranità? No. Possiamo dedurre, tuttavia, dai fasti antichi che lunghe vite hanno disseminato nei campi germinati dalla folgore, che oggi nessuno può udire il velo dei tempi squarciarsi nella gola dei mari se siamo lamento nel peccato e polvere del nulla è più. Forse, in questo austero presente di se stesso prigioniero e privo di qualsiasi forma di comunione, di intima meraviglia, perfino i cieli tremano per la loro fragile sessione di impurità.

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