Perché il tuo nome ha un’anima

Estraneo a qualsiasi realtà,
profuso in estatiche bellezze,
chi mai, chi sa del tuo respiro
e di esso s’inebria nel suo grembo,
o istante, freccia acuminata
di chissà quale faretra,
che convoli a fiore,
tu, nozze del terribile e del silenzio?

E quale frazione più ignota
rende l’essere tutto
così libero di liberarsi,
regalmente pieno?

Figlio della quiete e spartito totale dei tempi oggi abbiamo in te la viva fiamma che lambisce ogni certezza, perché il tuo nome ha un’anima ed essa racchiude gelosa i nostri sé in sé in una unione elevata ed impreziosita dai gemiti del fecondo.

Uomo dunque,
enigma sorto e risorto per te
stillato dai luminosi portenti,
tu, che sei poco nel poco
e niente del niente,
espandi la tua infinitudine
come i seni dell’armonia
per essere vaso di un vasaio
che plasma e riplasma il mio mistero.

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