Per non più evocare l’alba ma realizzarne il senso

Umane parole, pensieri.
Difficile, è così difficile anteporre ad esse
l’opera che magnifica l’uomo,
non solo dinanzi alla natura superiore dell’essere,
per collocare a oltranza il ministero, la vita,
opponendo alla eventuale metamorfosi
che riabilita qualsiasi forma di evoluzione
il mistero, non sempre pacifico, che la nobilita,
per non più evocare l’alba ma realizzarne il senso,
quella introiezione collettiva che sorprende,
tra il fare dei fenomeni, l’archetipico sorriso.

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