Per l’insinuarsi della verità

Voci che temo
per l’inestinguibile sete,
dal diaframma dorato
di una notte famelica
verso pallide lacrime
in quest’olimpo di fango,
in questa origine bieca
che dell’errare umano
compie il dolore ruvido
nell’odore popolare
di un’indomita battaglia
refrattaria a qualsiasi
origliare di pace,
a qualsivoglia sottoinsieme
di bene, per l’insinuarsi
della verità nell’esposizione sua feroce
anteposta per innaturale sequenza
alla rivelazione più scomoda
che ci rese simili, forse, o uomini.

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