Per inerzia pura dell’ignoto

Uno sguardo vuoto
nel perduto e nel riconciliato
tu non disprezzi, tutt’altro.
Una bocca toccata dalla siccità
nell’oasi della continenza
tu l’affermi e la rinnovi.
Ma queste mani,
che ruotano il tempo
e tutto circondano
per inerzia pura dell’ignoto,
non si stancano e a te volgono,
in solenne viaggio
che l’essere transeunte accompagna,
per costellarsi nell’avvolto suono
che mi ti rese amata
nella eterna uguaglianza,
o mia feconda,
o, di un cielo sconosciuto, stella e madre.

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