Osserva
Osserva. La muraglia! Il suo pendio è una cascata intrisa di sangue. Il cielo si specchia nella sua fonte scarlatta e fiocca silenzio per la vallata e, tutto attorno, rannodandosi al gelo effuso dai corpi allagati dagli aster, vanno ovattandosi mondi, mondi che i nostri occhi costretti ed abbagliati chiameranno abbracci. Nei loro agguati, come rivoli di piombo, giungono i terrori del giorno, gli acquitrini più selvaggi. Una sciagura chiama l’altra sciagura e, come in un immoto discorso mai privo di partecipanti, nessuno tace, mentre anche la cima fondata sul planisfero di uranio e di plutonio si sfalda. E tutto attorno crolla. E i mondi ovattati si trasfigurano in abbracci di potere per il potere degli abbracci, nei più efferati agguati della cronografata piazza. La piazza delle piazze.
Fiocca silenzio, adesso, per la vallata.
Osserva: è la muraglia! Il suo pendio scende dalla luna. Una cascata di sangue, arata sul dorso del leone con lo scudo e con la falce. Osserva, ancora. È una roccia di scale, partorita dal sole. Aquile roteano attorno alla sua inguardabile luce, la quale lascia la sua nidiata e vola per rispecchiarsi nel fuoco del carro mentre il cielo si fende nei nostri occhi. La sua fonte più pura e scarlatta.
(04/11/2025)